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unalucenellabirinto Libertà, fraternità, uguaglianza.
Morti bianche:quando la vita non ha valore.
post pubblicato in diario, il 20 marzo 2009
Morti bianche:quando la vita non ha valore. Nonostante nessuno ne parli, sul lavoro si continua a morire! Anzi si muore di più! La media è di quattro morti al giorno e di un incidente sul lavoro ogni quattro minuti. Sono dati drammatici! Eppure, al di là del pietismo di maniera e di giornata, non vi sono azioni tali da contrastare il fenomeno, che è in aumento. Il settore dove vi sono più incidenti mortali è quello dei lavori da costruzione e cantieristica, il 28,57%. Si muore perché non vengono rispettate le più elementari norme di sicurezza e perché la produzione per il guadagno è prioritaria rispetto alla vita umana. La centralità dell’impresa significa centralità del guadagno e, pur di raggiungere questo obiettivo, le imprese ed i loro rappresentanti giocano sui bassi salari, sul precariato,sul lavoro nero, sulla riduzione dei costi in ogni campo, anche quello della sicurezza. Le imprese sono per lo sfruttamento delle persone e prosperano su questa realtà! La società delle imprese al servizio del guadagno è un fallimento umano e morale per l’essere umano, che si trova ad essere schiavo di una realtà , che mette al centro il denaro. Il denaro che rende dritto lo storto, bello il brutto, alto il basso; che può comprare una casa, non una famiglia; l’orologio, non il tempo; un letto, non il sonno; un medico non la salute; una posizione, non il rispetto; il sangue, non la vita; il sesso, non l’amore; un libro, non la conoscenza; ma che costringe l’umanità ad essere schiava di processi disumani e contro la vita e l’essere umano. Tutti coloro che si dichiarano per la vita e che manifestano per essa non dicono nulla sulle morti bianche, non fanno girotondi o manifestazioni per una vita vera delle persone che lavorano dentro e fuori i luoghi di lavoro. I giornali ricordano questa triste realtà solo quando vi sono disgrazie enormi, poi tacciono. Non fanno campagne, non sensibilizzano. Preferiscono riempire le pagine scrivendo di crisi, quanto mai per chi lavora e vive del proprio lavoro non c’è crisi, anzi “l’ideologia della crisi” serve per peggiorare le condizioni di chi lavora, di cronaca nera e di giochetti furbeschi dei parlamentari in nome di interessi, che non riguardano mai i cittadini che vivono del loro lavoro. Intanto ogni giorno vi sono quattro morti e 360 incidenti sul lavoro…ogni giorno…ogni minuto…ogni secondo. Dobbiamo convincerci che questo sistema è contro l’essere umano e la vita: è solo per il guadagno! Serve una società che metta al primo posto l’essere umano ed i suoi bisogni. Serve una dimensione sociale che garantisca la vita e la soddisfazione dei bisogni materiali e spirituali. Serve un mondo nuovo che metta come primo concetto costituente: “Da ognuno secondo le sue capacità, ad ognuno secondo i suoi bisogni.” Nell’attuale società il lavoro vivo è solo un mezzo per aumentare il lavoro accumulato. Noi vogliamo invece una società in cui il lavoro accumulato, la ricchezza prodotta sia un mezzo per il benessere comune e per rendere la vita , meravigliosa nella sua essenza, degna di essere vissuta e goduta in tutto il suo splendore. Il capitalismo è crisi,fame, miseria, disoccupazione, sfruttamento, guerre! Siamo esseri umani, abbiamo diritto a vivere ed a essere felici ! Lottiamo per essere felici!
continua
"Cerca sempre ciò che ami per non accontentarti di ciò che trovi."
post pubblicato in diario, il 1 febbraio 2009
“Cerca sempre ciò che ami per non accontentarti di ciò che trovi.” “L’essere umano, sin dall’inizio della sua evoluzione, ha dovuto lottare per combattere la fame, la sete, la necessità di difendere il suo corpo dalla varietà delle stagioni, la necessità di avere un tetto, dove ripararsi. All’inizio della storia dell’umanità era presente tra gli individui comunione di obiettivi e di interessi tale da costituire una comunità di persone unite. Con la scoperta dei metalli e della loro lavorazione è iniziata un’era di divisione, in cui il più forte prevaleva sul più debole. In ogni epoca, poi succedutasi nella storia, la speranza di superare le necessità del bisogno e il desiderio di un mondo privo di necessità ha condotto l’essere umano a immaginare mondi diversi, anche tramite la nascita delle religioni. Il sogno di un mondo nuovo ha sempre albergato negli animi delle persone, soprattutto quelle più umili e sensibili, anche se veniva sempre sopito dall’impossibilità di dare atto alla sua realizzazione. Ogni mutamento sociale nella storia è stato sempre rappresentato come miglioramento della condizione umana e sebbene ciò in realtà non avvenisse, la storia procedeva e proseguiva nel suo corso naturale. L’abbattimento del feudalesimo ha sviluppato al massimo le forze della produzione e ha raggiunto traguardi straordinari. L’essere umano in questo processo impetuoso e meraviglioso ha pensato che fosse finalmente giunta la nuova frontiera nella quale godere dei beni della natura e dei suoi derivati. Così non è stato! Tante persone hanno continuato a soffrire il bisogno delle necessità, la maggior parte ha continuato a non soddisfarlo per nulla. In numerosi casi la diversità di interessi ha condotto a scontri bellici e milioni di persone hanno perduto la vita per una causa ingiusta e non sentita. La nuova società, con il tempo, è divenuta un freno allo sviluppo delle forze della produzione, quando, in tantissimi casi, per l’ottica del mercato e del Guadagno, non ha, addirittura, distrutto gli stessi prodotti. Oggi quello che era nuovo è vecchio. La storia implacabile è andata avanti e il vecchio mondo non è più in linea con essa. La speranza di superare la necessità dei bisogni e il sogno di una società senza bisogni non possono più identificarsi nella vecchia società, che è oramai un vestito molto stretto per lo sviluppo raggiunto. Occorre il nuovo! C’è necessità di ricercare ulteriori nuove frontiere! C’è bisogno di un Mondo Nuovo! La nuova società deve garantire a ognuno un lavoro, una casa, una pensione, una sanità per l’essere umano, una scuola dove far crescere la conoscenza, in cui ogni individuo, dopo aver soddisfatto i suoi bisogni, abbia la possibilità di essere libero e non più schiavo dell’ignoranza, dei tabù, delle superstizioni e delle tradizioni. La nuova società deve garantire tutti gli strumenti che siano utili per godere di una vita serena e felice, in modo da consentire che ogni persona possa esprimere liberamente la sua personalità e i suoi desideri, senza essere frenata da organi statali, che decidono per lei.” Il dolce sapore del cielo Giuseppe Calocero
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